Cosa è la lossodromia e l'ortodromia e a cosa servono?

Lossodromia e ortodromia: cosa sono e come si usano.

Lossodromia e ortodromia

La navigazione che si svolge con l’ausilio della carta di Mercatore si chiama lossodromica.
La Lossodromia è il cammino che la nave percorre per recarsi da un punto ad un altro servendosi della bussola. Questa rotta, presentando la caratteristica della costanza del proprio orientamento, taglia tutti i meridiani sotto lo stesso angolo. Viene perciò detta isògona o conforme.

Non si deve però pensare che seguendo una qualsiasi direzione dell’orizzonte (che non sia per meridiano o per equatore) si ritorni, dopo aver fatto il giro della terra, al punto di partenza.

La curva lossodromica, essendo tracciata su una superficie sferica quale è quella della Terra, è una spirale a doppia curvatura (spirale di Archimede) la quale, dovendo conservare la costanza del proprio angolo con i meridiani, piega di continuo avvicinandosi al polo senza mai raggiungerlo.
Ne consegue che una nave che segue la lossodromia non ha mai la prua rivolta verso il punto di destinazione tranne che nell’ultimo tratto, esattamente alla fine del viaggio.

La distanza lossodromica non è il cammino più breve fra due punti della superficie terrestre. Il cammino più breve è la distanza ortodromica.

L’ortodromia è la curva che la nave descrive sulla superficie terrestre allorché, per recarsi da un punto ad un altro, si sposta seguendo la direzione del circolo massimo.

Sono circoli massimi quei cerchi giacenti in piani che passano per il centro della Terra (in particolare i meridiani e l’equatore).

La distanza ortodromica, sebbene sia minore di qualunque altra distanza che unisca i due luoghi considerati, non è quella che si chiama distanza nautica.

La distanza nautica è l’arco di lossodromia il quale, pur essendo più lungo dell’arco di ortodromia, offre l’indiscutibile vantaggio di poter essere costantemente seguito alla bussola, cioè di mantenere sempre il medesimo orientamento.

Seguendo una rotta ortodromica la nave ha la prua sempre rivolta verso il luogo di destinazione.
Al contrario della lossodromia, l’ortodromia taglia i meridiani sotto angoli diversi.

Per questo motivo bisognerebbe variare di continuo l’orientamento della nave il che, in pratica, è impossibile. Si ricorre allora ad un espediente: si trasforma l’arco ortodromico in una spezzata i cui elementi, essendo linee lossodromiche, possono essere seguiti alla bussola.

Si ha convenienza a seguire l’ortodromia quando i due punti della superficie terrestre fra i quali si vuol navigare sono molto distanti tra loro oppure si trovano nelle alte latitudini dello stesso emisfero.
Se invece i due luoghi non sono molto distanti, il risparmio di cammino che si ottiene navigando per ortodromia è irrilevante poichè, nelle brevi traversate, gli archi lossodromici si confondono con quelli ortodromici.

Nelle traversate oceaniche a vela, talvolta si preferisce l’ortodromia per poter meglio sfruttare i venti dominanti.

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